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immagini del Rione Terra di Pozzuoli
 

 

 

 

Laboratorio pluritematico di indagini e tecniche diagnostiche finalizzato al restauro ed alla conservazione di Beni Culturali

 
 


L’acquisizione di tutte le conoscenze inerenti ai materiali che costituiscono i Beni Artistico-Storici è indispensabile sia per interpretare adeguatamente i fenomeni di degrado in funzione della loro costituzione mineralogica, petrografica e chimica, sia per poter prevedere la risposta del manufatto naturale o artificiale ad interventi di consolidamento e protezione.

Il Laboratorio pluritematico di indagini e tecniche diagnostiche finalizzato al restauro ed alla conservazione di Beni Culturali è costituito da:

1. Laboratorio di diagnostica per il Restauro dell’Architettura e della Archeologia

2. Laboratorio per la caratterizzazione petrofisica dei materiali ornamentali e la diagnostica dei geomateriali

3. Laboratorio per la caraterizzazione chimico-fisica e micro strutturale di materiali ceramici sensu lato.

I servizi erogabili sono:

Laboratorio di diagnostica per il restauro dell’architettura e della archeologia

A. INDAGINI STORICHE , STORICO-BIBLIOGRAFICHE, ARCHIVISTICHE, ICONOGRAFICHE

Si tratta di acquisire: dati significativi su preesistenze sul sito; motivazioni, finalità, modalità, fasi e tempi di progettazione e di trasformazione; destinazione d’uso dell’edificio; vincoli e problematiche in fase di attuazione (economici, concettuali, ecc.); committenti, architetti (formazione, opere eseguite e non, ecc.), maestranze, organizzazione del cantiere, mezzi economici e tecnici; rapporti funzionali, visivi, concettuali con la città ed il territorio, significato e modalità d’uso dell’opera nel tempo]

  • Analisi ed interpretazione delle fonti storiche: bibliografiche, archivistiche, catastali, cartografiche, iconografiche, anche attraverso l’uso di banche dati digitali;
  • Analisi ed interpretazione della letteratura storico-critica ;
  • Lettura storico-critica ed analisi interpretativa dei dati esibiti da fabbriche monumentali, contesti urbani e geologici con individuazione della trasformazioni, delle stratificazioni storiche e dei valori da conservare;
  • Carte tematiche ed ipotesi grafico-restitutive;

B. RILIEVI METRICI E MORFOLOGICI

La fase del rilievo metrico-dimensionale ha un alto valore documentario e critico perchè offre una conoscenza qualitativa e quantitativa di manufatti architettonici, urbani, archeologici e geologici. Per garantire una completa e scientifica rappresentazione dei siti o dei manufatti il Laboratorio Pluritematico utilizza tecniche di rilevamento e strumentazioni innovative, che seguono cioè le evoluzioni della tecnica e della restituzione grafica e che permettono, inoltre, di disporre di dati bidimensionali e tridimensionali. Questi ultimi costituiscono la base per successive elaborazione virtuali di tipo ricostruttivo ed interattivo che supportano, dunque, la conoscenza, la valorizzazione e fruizione del bene culturale.

Tali elaborazioni costituiscono, di fatto, una parte del nuovo senso dell’opera perché l’arricchiscono di possibilità esplorative ed investigative sia a priori (per i tecnici e gli specialisti coinvolti nel cantiere di scavo, di diagnostica e di restauro) sia a posteriori (per il visitatore).

TIPOLOGIE DI RILIEVI ESEGUIBILI
  • Rilievi fotografici
  • Rilievi topografici
  • Rilievi architettonici (metrico-dimensionali)
  • Rilievi archeologici;
  • Rilievi dello stato di conservazione (quadro lesionativo e deformativo; fenomeni di degrado superficiale e di alterazione materica)
  • Rilievi impiantistici;
  • Rilievi del colore;
  • Rilievi paesaggistici e del verde

(leggi approfondimenti)

 C. DIAGNOSTICA

MONITORAGGIO STRUTTURALE

  • Fessurimetri a piastra
  • Fessurimetro elettronico digitale
  • Endoscopio rigido
  • Pacometro

Laboratorio per la caratterizzazione petrofisica dei materiali ornamentali e la diagnostica dei geomateriali

DIAGNOSTICA DEI GEOMATERIALI:

  • Studio stratigrafico in microscopia ottica di malte e intonaci
  • Diffrattometria raggi X (XRD)
  • Spettrofotometro FTIR per lo studio e la caratterizzazione di pigmenti negli intonaci e nei dipinti murari
  • Colorimetria
  • Analisi Termiche TG e DTA
  • Analisi fisiche e chimiche
  • Analisi mineralogiche e petrografiche di materiali geologici e di trasformazione
  • Caratterizzazione geologico-tecnica e petrofisica
  • Studio della porosità nei geomateriali
  • “Swelling test” su geomateriali
  • Misura dei parametri fisico-meccanici di geomateriali
  • Misura della resistenza all’attrito radente
  • Determinazione della resistenza all’urto

Laboratorio per la caraterizzazione chimico-fisica e micro strutturale di materiali ceramici sensu lato

  • Materiali ceramici ordinari (laterizi, terrecotte, porcellane, smalti, vetrine, pigmenti).
  • Materiali leganti (malte a calce aerea ed idraulica, malte cementizie, calcestruzzi, pozzolane, inerti e aggregati).
  • Vetri.
  • Analisi delle fasi, analisi chimiche strumentali, analisi termiche, porosimetria, analisi micro strutturale.
  • Studio dei componenti originari del materiale e dei loro rapporti di combinazione.
  • Ricostruzione dei processi produttivi.

(leggi approfondimenti su malte e intonaci)

(leggi approfondimenti su materiali lapidei)

La sinergia tra i laboratori afferenti alla struttura consente di giungere alla diagnostica integrata

  • Caratterizzazione in chiave chimico-fisica, mineralogico-petrografica, nonché geologico-tecnica di tutti i materiali lapidei e i principali manufatti, localizzazione delle possibili aree di provenienza di materiali storici;
  • creazione di un repertorio dei siti estrattivi storici dei principali geomateriali impiegati per la realizzazione di manufatti storici;
  • caratterizzazione dello stato di conservazione (comportamento strutturale, dissesti strutturali, fenomeni di degrado superficiale e di alterazione);
  • progetto di campionatura (definizione, esecuzione, interpretazione risultati), diagnosi dei dissesti e del degrado dei manufatti, ricostruzione di procedure di fabbricazione di manufatti ceramici (materie prime, tecniche di lavorazione a freddo, cottura, finitura, ecc.);
  • individuazione di siti di provenienza delle principali materie prime.

Vantaggi del servizio/laboratorio

  • Il committente ha un solo interlocutore che dispone della tecnologia e le competenze necessarie.
  • Le tecnologie e le competenze integrate disponibili sono uniche a livello regionale.
  • Le tecniche di rilevamento e le strumentazioni diagnostiche tecnologicamente avanzate.
  • Risponde agli obblighi di legge circa la classificazione dei materiali.
  • Le analisi possono essere eseguite sia in sito sia in laboratorio su manufatti architettonici e artisitici e su materiali litoidi o polveri.

Per i rilievi metrici e morfologici:

Le tecnologie e le strumentazioni soddisfano i seguenti requisiti, innovativi nel settore dei beni culturali:

  • Rapidità di esecuzione con riduzione della tempistica relativa alle elaborazioni grafiche;
  • Scientificità nell’acquisizione per l’uso di tecniche topografiche e dati geo-referenziati;
  • Disponibilità di ricchezza di dati metrici (bidimensionali e tridimensionali), dei geomateriali, cromatici, dello stato di conservazione (dissesti strutturali, fenomeni di degrado superficiali);
  • Disponibilità di rilevi fotografici sovrapposti ai dati metrici e alta risoluzione nell’acquisizione dei dati;
  • Disponibilità di modelli tridimensionali esplorabili in tempo reale e descrittivi del contesto ambientale, della spazialità di manufatti e siti e della configurazione delle parti costruttive e decorative; di modelli comparativi tra situazione pre-intervento e post-intervento;
  • Disponibilità di modelli tridimensionali per la lettura delle risultanze delle indagini diagnostiche direttamente in corrispondenza del punto, dell’elemento e dell’area investigata;
  • Disponibilità di modelli tridimensionali esplorativi ed interattivi a servizio del visitatore;

Settori di Applicazione BB.CC.AA.: Restauro; Archeologia; Geologia.

Altri settori di Applicazione : Architettura, Edilizia, Ingegneria, Scienza e Tecnologia dei materiali, ecc.

Esempi di applicazione:

Queste tecniche sono state applicate all’insula 14 del Rione Terra di Pozzuoli, una fortificazione che ha subito ingenti trasformazioni già nel corso del Settecento. In questo caso sono stati realizzati sui singoli prospetti i rilievi dei geomateriali e delle tecniche costruttive. Campioni opportunamente selezionati di materiali litoidi, malte, intonaci e relativi prodotti di degrado sono stati caratterizzati contecniche diagnostiche appropriate al fine di avere un quadro esaustivo della loro natura e stato di conservazione.

prospetto di una struttura murariacarta geolitologica

 

Analogamente si è proceduto nella realizazione del progetto La conservazione del costruito e il ruolo della diagnostica. Proposte per il Centro Storico di Napoli realizzato nell’ambito della legge regionale n.5 2002 in collaborazione con la società Si.Re.Na Città Storica su alcuni edifici del centro storico di Napoli.

Palazzo Spinelli Tarsia dopo gli interventi ed esempio dello studio in microscopia di un intonaco prelevato prima dell’intervento


La riscoperta del Piperno, risorsa lapidea da molti decenni ormai dimenticata, è stato uno degli obiettivi centrali del gruppo di studio interdisciplinare, che vanta lunga tradizione nello studio e nella caratterizzazione delle rocce lapidee ornamentali utilizzate nell’architettura storica. Tale tema è da ricondurre alla centralità che i beni culturali hanno assunto nel nostro Paese negli ultimi anni, grazie anche ad iniziative di ampio respiro dopo decenni di assoluta indifferenza.Per fornire elementi concreti sui quali poter elaborare un progetto di rilancio culturale delle aree estrattive dei principali lapidei ornamentali della Regione, è stata realizzata un’attività ricognitiva ed il rilevamento geologico di dettaglio del Piperno al fine di ricostruire lo sviluppo tridimensionale dell'intera formazione.

Lo studio ha consentito di proporre il recupero dell’antica cava per la realizzazione di un parco museo ipogeo, che, attraverso un viaggio virtuale nel ricchissimo mondo sotterraneo del territorio partenopeo, possa inserire il geosito della Collina dei Camaldoli all'interno di esso.

La cava di piperno in Pianura     

 
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