Uno dei problemi più comuni
relativi alla conservazione eprevenzione del deterioramento
dei monumenti e siti archeologici è rappresentato
dalle incrostazioni organiche che si formano su di essi.
Tali incrostazioni sono dovute allo sviluppo di microrganismi
(biodeteriogeni) quali batteri, alghe, licheni e funghi.
Costituiscono un problema, inoltre, le piante infestanti
che, oltre a deturpare esteticamente il sito, determinano
la fessurazione e lo sgretolamento dei substrati sui cui
attecchiscono.
A
tal riguardo, sono in corso studi congiunti di Botanici,
Zoologi e Microbiologici, afferenti al Centro Innova, che
affrontano tale problematica col fine di determinare la
natura degli organismi biodeteriogeni, le cause del loro
impianto e sviluppo, le alterazioni subite dai substrati
e le tecniche non invasive da adottare per la prevenzione
della formazione dei biodeteriogeni e per la loro eliminazione.
Le
aree finora indagate sono l’Antro della Sibilla ed
il Tempio di Apollo di Cuma, i Templi di Cerere e Nettuno
di Paestum e il complesso archeologico di via Terracina
a Napoli.
Con
tecniche di microscopia ottica ed elettronica e con metodologie
molecolari sono state determinate le specie di batteri,
alghe, funghi e piante infestanti presenti nei siti sopra
elencati. Grazie all’uso, inoltre, di tecniche di
microanalisi al SEM (Microscopio Elettronico a Scansione)
è stato possibile individuare e determinare una serie
di composti inorganici derivanti dalla componente organica
dei biodeteriogeni o dal substrato del sito o dall’esterno
(inquinamento atmosferico).
Per
quanto riguarda le tecniche che permettono di eliminare
i microrganismi e le piante infestanti senza alterare la
natura chimica del substrato su cui si sviluppano, risultati
promettenti sono stati ottenuti effettuando test di tossicità
con “biopesticidi” (sostanze naturali non inquinanti)
e “sostanze chimiche” estratte da piante con
attività “allelopatica” (L’ “allelopatia”
è una forma di interazione competitiva tra organismi
che occupano uno stesso sito in cui uno degli organismi
produce “sostanze chimiche” che inibiscono la
crescita degli altri organismi).
