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Sistemi informativi aperti distribuiti e cooperativi per la organizzazione e gestione dei Beni Culturali e Ambientali

 
 


Il servizio consiste nella progettazione e realizzazione di Sistemi informativi documentali distribuiti e cooperativi, il cui nucleo è rappresentato da un motore applicativo con il compito di orchestrare l’esecuzione di un insieme di moduli di gestione delle informazioni (conoscenze).

Per la realizzazione del Sistema Informativo Distribuito e Cooperante orientato al web semantico è utilizzata la piattaforma Octapy 3.

Un sistema informativo consiste, dal punto di vista realizzativo, di un ampio insieme di componenti software tra loro connesse in una complessa rete logica di interazioni. Le componenti sono raggruppabili in tre categorie: a) le interfacce utenti, che rappresentano ed implementano le interazioni degli utenti del sistema nella sua interezza; b) i programmi applicativi, che implementano le macrofunzionalità esterne ed interne del sistema; c) i sistemi di base per la persistenza delle informazioni che implementano la funzionalità elementari di memoria a partire da meccanismi di base di persistenza quali archivi, database e basi di conoscenze.

Le componenti software sono tra loro interconnesse in un sistema a rete così da cooperare per lo svolgimento di compiti complessi.

Nella progettazione di un simile Sistema Informativo Documentale è necessario affrontare ed individuare soluzioni efficienti ed efficaci per due aree: rappresentazione dei contenuti e architettura software del sistema.

Per quanto riguarda la rappresentazione dei contenuti si osservi che l’organizzazione concettuale delle informazioni (conoscenze) mediante la nozione di documento rende possibile fornire agli utenti non solo gli oggetti che rappresentano l’informazione ma anche i contesti d’interpretazione degli stessi contenuti (conoscenze).

Dal punto di vista delle tecnologie informatiche simili sistemi richiedono funzionalità che consentono di organizzare le informazioni (conoscenze) in strutture gerarchiche di rappresentazione. Si debbono definire i criteri di aggregazione nonché le rispettive strutture di rappresentazione ed interpretazione.

Per includere e gestire informazioni distribuite sul web è necessario che il sistema informativo sia in grado di cooperare, in modo automatico e trasparente, con le diverse sorgenti di informazioni che non possono più essere assunte omogenee sia per quanto riguarda la struttura sia per i contenuti. In altre parole il sistema deve dialogare con sistemi fornitori di informazioni (information provider) eterogenei ed individuare e realizzare legami (relazioni) con i documenti digitali presenti in rete.

In definitiva, si propone di costruire un sistema informativo a partire dalla nozione di documento per rappresentare sia il contenuto esplicito di informazioni del sistema che si intende realizzare, sia le informazioni a proposito del sistema, nonché le informazioni di raccordo tra i suoi livelli organizzativi, dove queste ultime due tipologie sono definite in modo che siano il più possibile elaborabili ed interpretabili automaticamente.

L’architettura software del sistema deve consentire di presentare il sistema come una piattaforma con cui orchestrare, integrando e facendo cooperare, diversi sottosistemi specializzati nel trattamento della gerarchia di strutture che rappresentano le informazioni (organizzate in documenti), che poi il sistema, nella sua interezza, deve trattare. L’attuale ingegneria del software propone diversi modelli architetturali ciascuno dei quali, però, può essere utilizzato solo in modo limitato, e quindi deve essere possibile utilizzarne più di uno e far sì che i sistemi che li utilizzano dialoghino tra loro. A questo scopo una prima divisione è effettuata sulla tipologia di funzionalità da realizzare rispetto alla platea di utenti attesi. Pertanto, per gli utenti esterni del sistema, cioè quelli interessati ai contenuti gestiti, si utilizzano le tecnologie prevalenti del web, cioè l’utente interagendo percepisce il sistema come un sistema orientato al web.

Per gli utenti interni, cioè gli utenti interessati ad organizzare i contenuti, si può scegliere una strategia di progetto che vede un application server svolgere un ruolo determinante nella orchestrazione delle interazioni e cooperazioni fra sottosistemi specializzati.

Infine, per lo sviluppatore di sistemi si adotta una metodologia di sviluppo per componenti, così da garantire una separazione ed uno sviluppo quanto più indipendente possibile dalle stesse componenti.

La scelta della piattaforma CMS Octapy3 trova sua ragion d’essere in quanto è stata concepita sin dalla progettazione per essere utilizzata in ambito cooperativo e sviluppata in loco in ambito open source. Essa, infatti, nasce con l’obiettivo primario di fornire funzionalità per lo sviluppo di comunità virtuali a tecnologia web, e quindi fornisce strumenti specifici per la cooperazione tra sistemi autonomi ed indipendenti. In Octapy3 ogni contenuto può essere reso distribuito, e quindi acquisibile da qualsiasi altro sistema partecipante ad una rete di sistemi “trusted”. Questo è possibile grazie al fatto che in Octapy ogni documento è fornito di più rappresentazioni digitali, che vanno da quelle user-oriented per la fruizione da parte dell’utente finale, a quelle strutturate per essere interfacciate ed interpretate da sistemi software locali o remoti

Per l’erogazione del servizio Realizzazione di sistemi informativi documentali distribuiti e cooperativi applicati ai Beni Culturali e Ambientali, il gruppo di ricerca si avvale dell’integrazione di competenze e tecnologie riferite a settori scientifici diversi, nonché di laboratori fortemente innovativi.

Presso il Laboratorio di grafica avanzata di visualizzazione scientifica e realtà virtuale- laboratorio aperto di grafica avanzata cooperativa è stata realizzata una Visual Area Network che permette la produzione distribuita e cooperativa di modelli 3D immersivi, possibili contenuti di un sistema informativo.

Attraverso la Contestualizzazione dei beni culturali archeologici, è possibile arricchire l’informazione del bene stesso con dati relativi ai suoi contesti originari. Un approccio mirato allo sviluppo di una sempre più articolata offerta di servizi nell’ambito della promozione dei Beni Culturali deve affrontare il nodo problematico costituito dalla necessità di contestualizzare l’informazione. E’ necessaria l’interazione tra siti e monumenti archeologici da un lato e, dall’altro, i luoghi in cui, nel corso degli anni, sono andati raccogliendosi reperti, elementi architettonici e d’arredo ad essi pertinenti, così da offrire una conoscenza più approfondita e meditata della realtà antica. A tal fine sono sperimentate alcune ontologie di dominio con cui sia possibile (tramite un percorso sia visivo sia testuale, provvisto di differenti livelli di approfondimento) ricostruire la storia di tanti materiali ormai decontestualizzati così da reintrodurli, virtualmente, nei luoghi del loro rinvenimento e, con una perfetta circolarità dell’informazione, poter indagare tali luoghi fino a ritornare ai punti di raccolta dei materiali ad essi pertinenti. Applicando la metodologia di contestualizzazione si ottengono ulteriori informazioni che rappresentano ulteriori contenuti di un sistema informativo.

 

 

La piattaforma software Octapy 3 è stata sviluppata dal gruppo Sistemi Informativi Avanzati dell’ Istituto di Cibernetica“E. Caianiello” nell’ambito del progetto Museo Virtuale di Napoli: Rete dei Musei Napoletani (ReMuNa). È stato ampiamente sperimentato nell’ambito del suddetto progetto ed è oggi la piattaforma del circuito www.campaniabeniculturali.it della Direzione Regionale per i beni Culturali e Paesaggistici della Campania, nonché del Museo Virtuale dell’Identità del Territorio per Comune di Bari .

 


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